Psicologia

Se i bambini vengono criticati,
imparano a condannare.
Se vivono nell’ostilità,
imparano ad aggredire.
Se vivono nella derisione,
imparano la timidezza.
Se vivono nella vergogna,
imparano a sentirsi colpevoli.
Se vivono nella tolleranza,
imparano a essere pazienti.
Se vivono nell’incoraggiamento,
imparano ad avere fiducia.
Se vivono nella lealtà,
imparano la giustizia.
Se vivono nella disponibilità,
imparano ad avere fede.
Se vivono nell’approvazione,
imparano ad accettare.
Se vivono nell’accettazione,
imparano a trovare amore nel mondo.

Dorothy Law Nolte, Rachel Harris (2008). I bambini imparano quello che vivono. Ed. Rizzoli


Psicoterapia

Quando una persona si trova in un momento di crisi e di sofferenza, non riesce a capire quale sia la causa di questo stato o come trovare sollievo e ristabilire un equilibrio nella propria vita può maturare dentro di sé una motivazione a iniziare una psicoterapia. Essere in crisi può voler dire tante cose: tristezza, ansia, angoscia, rapporti conflittuali con il partner, con la famiglia o con la cerchia di amici, problemi col cibo, con le droghe, con tutti i tipi di comportamenti nocivi di cui non riusciamo a fare a meno, l’impossibilità di raggiungere un obiettivo o di ottenere la percezione di essere efficaci e competenti. I problemi per cui si richiede una psicoterapia possono avere gradi di gravità diversi, gli esempi possono essere infiniti e in genere quello che sta alla base della richiesta è il vissuto di sofferenza e il desiderio di cambiare qualcosa.
La psicoterapia è uno strumento ampiamente riconosciuto e utile per dare sollievo ai problemi psicologici e relazionali che una persona può incontrare nel corso della propria esistenza e che possono interferire anche pesantemente con la qualità della vita. La psicoterapia consiste nell’incontro con un professionista che, conoscendo il funzionamento della mente umana, delle relazioni fra le persone e nei gruppi e le manifestazioni psicopatologiche, si pone in una condizione di ascolto, di apertura nei confronti del paziente, per conoscerlo e per guardare insieme a lui la sua vita. La relazione che si crea tra queste due persone è autentica e spontanea e si pone come l’elemento centrale. Vi sono molti modelli teorici di riferimento per gli psicoterapeuti ma l’obiettivo è che il paziente arrivi ad ottenere una diminuzione di eventuali sintomi psicopatologici, che migliori l’immagine che ha di sé, che sia più capace di comprendere i sentimenti verso sé stesso e gli altri e ottenere una trasformazione che migliori la sua capacità di vivere appieno la vita.

Per informazioni:

Dott.ssa Mariagrazia Bresciano
Cell. +39 333 3418228
E-mail mariagraziab1@libero.it
Studio Associato Ben-Stare
Via Luisa del Carretto 64 – 10131 Torino

Dott.ssa Stefania Mondino
Cell. +39 338 4769480
Email: mondostella@yahoo.it
Studio Associato Ben-Stare
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Riceve anche a Saluzzo, Via Salita al Castello 29/a.

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Psicoterapia contemplativa

La psicoterapia contemplativa ha come punto di partenza quello della presenza e dell’essere. Noi possiamo essere liberi e presenti se cerchiamo di divenire consapevoli. La psicoterapia contemplativa parte dal presupposto che la sofferenza esiste e ha un’origine: proprio per questo, è possibile modificare lo stato di sofferenza ed esiste una via che conduce alla sua cessazione. Ogni essere è infatti naturalmente orientato alla salute (salute intrinseca) e il ruolo principale del terapeuta è quello di sostenere l’acquisizione di consapevolezza e la costruzione di un campo relazionale in cui il processo verso la salute intrinseca di sé e dell’altro possa avvenire. Il terapeuta, attraverso un orientamento costante al cliente, lo accompagna e ne sostiene il processo.
La psicoterapia contemplativa ha origine nelle tradizioni buddiste. In particolare, nella Psicoterapia Core Process il processo della persona che si rivolge al terapeuta è possibile grazie alla creazione di un “campo” di contenimento spirituale e di un “campo” di contenimento relazionale. Questo richiede un lavoro su quelle qualità del cuore che nelle scritture buddiste sono definite i Brahma Vihara. Si tratta di qualità ordinarie, che abbiamo tutti: l’amorevole gentilezza (la capacità di essere amorevoli e gentili con l’altro), la compassione (la capacità di entrare in sintonia con la sofferenza dell’altro, la sensazione che “la tua sofferenza è anche al mia”), la gioia compartecipe (la capacità di gioire con l’altro), l’equanimità (apertura, spaziosità, calma e chiarezza).

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EMDR

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un acronimo e significa Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari.
E’ un metodo scientificamente validato e inserito nelle Linee Guida
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la gestione delle condizioni correlate allo stress e indicato come trattamento di elezione per la cura dei traumi.
E’ un metodo psicoterapeutico ideato dalla psicologa Francine Shapiro nel 1987 per l’elaborazione di eventi traumatici, nei disturbi post traumatici da stress (PTSD). Occorre essere psicoterapeuti per accedere alla formazione che in Italia viene utilizzata dalla Associazione Emdr Italia.
L’Emdr viene utilizzato in diversi ambiti: per migliorare l’apprendimento e sostenere esami scolastici/universitari/concorsi, per chi vuole migliorare le performance atletiche, nel lavoro con artisti o imprenditori, nella riabilitazione dopo un infortunio. E’ infatti, una tecnica molto efficace per migliorare le proprie prestazioni utilizzando al meglio le proprie risorse.
In momenti particolari della vita, momenti di crisi, grandi cambiamenti, ci si può trovare in difficoltà e può essere complesso affrontare emotivamente quello che si sta vivendo. L’emdr in questi casi è estremamente efficace nel favorire i processi di elaborazione e di orientamento alla salute.
Eventi quotidiani ordinari in genere sembrano passare dentro di noi senza lasciare un segno.
Gli eventi traumatici, invece, restano spesso intrappolati, formano un blocco e tendono a manifestarsi nel nostro corpo e nella nostra mente ripetutamente creando delle ferite non guarite.
Nel nostro cervello esiste un meccanismo innato capace di elaborare le esperienze negative, stressanti o traumatiche. Quando questo meccanismo si inceppa il terapeuta con l’emdr interviene per ristabilire il processo.

L’EMDR può essere, inoltre, utilizzato anche con persone con problemi mentali importanti.

Link: www.emdr.it

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Danzaterapia

Esplorare le proprie emozioni
Incontrare altri mondi creativi ed espressivi
Rendere più positiva la relazione con se stessi e con gli altri

La danzaterapia si propone come forma di linguaggio emotivo e studia l’individuo nella sua interezza.
Il movimento e la danza fanno emergere in ogni persona forza, energia vitale e creativa, generando un’esperienza globale ovvero corporea, psichica, emozionale e relazionale.
La danzaterapia favorisce l’armonico sviluppo dell’individuo attraverso l’uso del movimento inteso come mezzo per la scoperta di sé, del proprio corpo e delle proprie capacità espressive.
Poiché il corpo è il “depositario” di tutta la nostra esperienza, tutto è registrato in una memoria corporea,: la danzaterapia diventa quindi uno strumento efficace per entrare in comunicazione con vissuti profondi.
La danzaterapia può diventare una forma di danza collettiva che si ispira alle danze ed ai rituali tradizionali del mondo, della natura e della cultura, riportando alle radici dell’essere umano.

Musiche ritmate, etniche
accompagnano nell’espressione del movimento e dei vissuti emotivi.

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Analisi bioenergetica

L’Analisi Bioenergetica è una psicoterapia a mediazione corporea, che associa il metodo della psicoterapia verbale – il colloquio tra paziente e terapeuta – con un lavoro esperienziale sul corpo, al fine di aiutare la persona ad elaborare le difficoltà e i problemi emotivi e realizzare in misura più ampia il proprio potenziale di piacere e gioia di vivere.
Una tesi fondamentale dell’Analisi Bioenergetica è che il corpo e la mente sono funzionalmente identici: quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa, quindi la personalità viene considerata dal punto di vista dei processi energetici del corpo.
Essere in contatto col proprio corpo è un principio guida: una persona in contatto col proprio corpo non si fa illusioni su se stessa e sulla vita. Essa accetta le proprie sensazioni come espressione della propria personalità e non ha difficoltà ad esprimerle.

Alcuni concetti fondamentali dell’Analisi Bioenergetica sono:

  • respirazione: gli stati emotivi influiscono direttamente sulla respirazione.
  • Grounding: significa il radicamento a terra, il contatto con la realtà e il poter sentire ed essere se stessi. “Stare in piedi” sulle proprie gambe permette di muoversi nell’ambiente in una condizione adulta di indipendenza e maturità e favorisce quindi lo sviluppo dell’autonomia dell’Io.
  • Sessualità: la salute sessuale è la capacità di esprimere pienamente la propria sessualità e di rimanere in contatto con il piacere, che coinvolge l’individuo nella sua totalità e contribuisce a mantenere una buona salute fisica, mentale ed emotiva.
  • Analisi del carattere: Alexander Lowen, il padre della Bioenergetica, ha elaborato uno schema formato da cinque caratteri basilari, ciascuno dei quali si forma in seguito alla negazione di un diritto fondamentale del bambino. L’individuo struttura la sua personalità su contrazioni muscolari (“corazza” o “armatura”) che corrispondono a rigidità/difese mentali ed emotive e che costituiscono risposte schematiche alla vita.

Oltre alla psicoterapia, esistono anche le Classi di Esercizi Bioenergetici, che non sono gruppi terapeutici, bensì esclusivamente un lavoro corporeo teso ad aumentare la vitalità e la capacità di provare piacere.
Nello specifico gli esercizi servono, per esempio, ad ampliare la respirazione, sciogliere le tensioni, migliorare la circolazione dell’energia nel corpo, liberare l’espressione di sé.
Essi si praticano in gruppo e possono essere frequentati da persone di tutte le età; a differenza di altri esercizi, mirano ad aiutare i partecipanti a lasciarsi andare e ad abbandonarsi anziché sviluppare forza muscolare.

Dott.ssa Stefania Mondino
Psicoterapeuta bioenergetica, EMDR practictioner, supervisore contemplativo, Mindfulness.
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Dipendenze patologiche

Per DIPENDENZA si intende un’alterazione di qualche comportamento che da una semplice abitudine diventa una ricerca eccessiva del piacere con mezzi, sostanze, relazioni e sfocia in una condizione di malattia. La DIPENDENZA si può sviluppare verso il cibo (anoressia – bulimia), verso le sostanze psicoattive (droghe, alcool, tabacco), verso il sesso (dipendenza sessuale, masturbazione compulsiva), verso il partner (dipendenza affettiva), verso il lavoro (work-a-holic), o verso comportamenti come il gioco (gioco d’azzardo patologico), Internet (Internet addiction Disorder), i videogame, ecc.

Ci si può accorgere di avere problemi di dipendenza patologica se si hanno difficoltà a controllare il proprio comportamento, se non riusciamo a stare senza fare qualche cosa (fumare, mangiare, bere, guardare face book. Chattare e così via) e se ci proviamo sentiamo disagio, sofferenza, senso di vuoto, tristezza o ci arrabbiamo. Se ci accorgiamo che ci accade questo allora è bene pensare che si ha un problema ed è importante affrontarlo per evitare che le cose peggiorino.

Le persone che si ammalano di dipendenza patologica hanno bisogno di cure e spesso occorre rivolgersi al Servizio Pubblico ma tutti noi possiamo lavorare sui nostri comportamenti che assomigliano molto alla dipendenza patologica e che a volte sono dei segnali di malessere. Si può lavorare su questo problema con la psicoterapia individuale, di gruppo e con percorsi di mindfulness.

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Psicologia dello sport

La psicologia dello sport nella definizione classica è un ramo della psicologia dove confluiscono diverse dottrine (psicologia, medicina, psichiatria, sociologia, pedagogia, filosofia, igiene, educazione fisica, scienze motorie, riabilitazione, neuroscienze, ecc.) ed è un argomento multidisciplinare in cui ognuno può portare il suo contributo in base alle sue qualità. Il professionista che opera in questo ambito favorisce la costruzione di un campo simile alla “Learning organization” in cui tutte le persone diffondono le loro competenze in modo trasversale. Lo psicologo dello sport lavora per potenziare le risorse personali dell’atleta (professionista e non) e per facilitare l’identificazione delle aree di miglioramento su cui è utile intervenire.
L’obiettivo del professionista è supportare l’atleta nel raggiungimento della massima prestazione reale, concentrandosi essenzialmente sulla performance individuale e non sul risultato da ottenere.

I settori di applicazione della psicologia dello sport sono vasti e non sono solo ed esclusivamente quelli dell’alta prestazione. Altri campi di applicazione sono quelli dell’età evolutiva: sono stati creati programmi sportivi per guidare i bambini a vivere esperienze che siano gratificanti e psicologicamente positive; un altro settore di applicazione è quello della ricerca del benessere e della salute per migliorare l’adesione di soggetti sedentari a programmi di attività fisica e il mantenimento nel tempo a scopo di cura e/o prevenzione da malattie; lo svolgimento di attività sportiva in giovane età è un fattore di protezione dal drop out scolastico e da condotte devianti per cui lo psicologo dello sport può svolgere un ruolo importante anche in questo ambito.

Per informazioni:

Dott. Alessandro Milone 
Via Luisa del Carretto 64 – Torino
Cell. +39 329 2061452
Email: alemilone74@libero.it
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